La Bussola di Veneto Lavoro: “Nuovo anno si apre con segno meno”
24 Feb 2026

La Bussola di Veneto Lavoro: “Nuovo anno si apre con segno meno”

La flessione occupazionale è più marcata rispetto allo stesso periodo del 2025. Aumentano le cessazioni, che segnano il risultato peggiore dell’ultimo triennio. Tra i risultati positivi la crescita dei contratti a tempo indeterminato e il saldo positivo per il comparto industriale.


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Come nell’anno precedente, anche il 2026 si apre con il segno meno, con una flessione occupazionale di -2.800 posti di lavoro, più marcata rispetto all’analogo periodo del 2025 dove il saldo negativo era stato di -700 unità. Lo evidenzia la Bussola di Veneto Lavoro nel primo report dell’anno.

Tale andamento riflette da una parte la storicità del mese, condizionato dalle ricorrenze amministrative di fine anno, dall’altra l’aumento delle cessazioni, che crescono del +5% rispetto al 2025 segnando il risultato meno favorevole dell’ultimo triennio. Tale incremento delle cessazioni coinvolge soprattutto i contratti a tempo determinato (+5%) e in particolar modo quelli per fine termine (+7%), che vengono solo parzialmente compensate dalla crescita delle assunzioni (+3%), concentrate soprattutto nel bellunese (+16%) per le figure di steward, hostess e camerieri in occasione dell’avvio dei Giochi Olimpici Invernali a Cortina, e nel veneziano (+10%), dove sono legate ad attività di produzione cinematografica.

Per effetto di queste dinamiche, il bilancio occupazionale per il tempo determinato è negativo di -7.400 unità, così come quello dell’apprendistato (-120), mentre resta positivo quello dei contratti a tempo indeterminato (+4.600), seppur in calo rispetto al 2025 (+6.600). In generale, a gennaio le nuove assunzioni sono state in leggera crescita (+1%) rispetto all’anno precedente, riguardando principalmente senior (+6%), uomini (+2%), soprattutto a tempo pieno (+3%), e italiani (+2%), mentre sono rimaste stabili quelle di donne, stranieri e giovani.

Da un punto di vista settoriale invece, i tre macro-settori aprono con saldi occupazionali meno favorevoli rispetto al 2025, seppur con andamenti tra loro differenziati. Il bilancio mensile dell’agricoltura è negativo di -1.100 unità (erano -770 nel 2025), risultato dettato principalmente da un aumento delle cessazioni (+2%). Saldo positivo invece per il comparto industriale (+2.400), il cui scarto con l’anno precedente (+3.900) è dovuto ad una frenata delle nuove attivazioni (-3%), soprattutto nell’occhialeria (-28%) e costruzioni (-10%), e ad un aumento delle cessazioni (+8%), in particolare nel metalmeccanico (-8%), dove sono parzialmente compensate da una crescita delle assunzioni (+4%), e nel made in Italy (-8%), comparti che chiudono con bilanci positivi ma inferiori all’anno precedente. Bilancio occupazionale negativo per il terziario di -4.100 unità (erano -3.800 nel 2025) dove gli unici settori in miglioramento rispetto all’anno precedente sono servizi turistici, editoria e cultura e servizi finanziari. Contrazioni nella crescita occupazionale in logistica (-8%), servizi informatici (-8%), commercio al dettaglio (-7%) e attività professionali (-7%).

Infine, dando un ultimo sguardo al 2025, sono stati 120.800 i contratti di lavoro in somministrazione attivati da agenzie situate in Veneto, un volume inferiore a quello del biennio precedente dove erano stati 124.700 nel 2024 e 127.700 nel 2023, ma con un saldo occupazionale positivo di +520 unità.

 

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