Mercato del lavoro: primo trimestre 2026 in tenuta
07 Lug 2026

Mercato del lavoro: primo trimestre 2026 in tenuta

Veneto Lavoro ha pubblicato “Il Sestante”, report di riferimento per l’analisi congiunturale. Nei primi 90 giorni dell’anno le assunzioni crescono del +4% e le cessazioni del +5% rispetto all’analogo periodo del 2025

Nel primo trimestre del 2026 il mercato del lavoro dipendente veneto conferma una situazione di sostanziale tenuta. Esaurita la fase di espansione particolarmente intensa che aveva caratterizzato il periodo post-pandemico, già nel 2024 e ancor più nel 2025 il ritmo di crescita si era progressivamente ridotto; i dati dei primi mesi del 2026 sembrano confermare questa fase di normalizzazione.

A evidenziarlo l’ultima edizione de “Il Sestante”, report di riferimento per l’analisi congiunturale del mercato del lavoro attraverso i dati completi del SILV (Sistema Informativo Lavoro Veneto). Rappresenta una ricognizione dettagliata, elaborata a cadenza trimestrale, dei movimenti registrati con riferimento al lavoro dipendente e parasubordinato nei settori e per le tipologie contrattuali soggetti all’obbligo di Comunicazione Obbligatoria. Il saldo occupazionale, positivo come di consueto nella prima parte dell’anno, è pari a +26.900 e si mantiene su un livello sostanzialmente analogo a quello registrato nello stesso periodo del 2025, pur restando al di sotto dei risultati del triennio precedente.

L’ANALISI.

Nel trimestre, tale tenuta va letta dentro un contesto nazionale ancora in moderata espansione, ma caratterizzato da andamenti settoriali differenziati, consumi prudenti e persistenti pressioni sui costi di produzione; a questi elementi si sono aggiunte, nella parte finale del periodo, le nuove tensioni geopolitiche e commerciali. La situazione che emerge è quindi quella di una crescita occupazionale che prosegue, ma con ritmi più moderati e differenziati.

La stabilità del bilancio complessivo si accompagna a un aumento dei flussi in entrata e in uscita: nel trimestre, le assunzioni crescono del +4% e le cessazioni del +5% rispetto all’analogo periodo del 2025.

L’incremento, in entrambi i casi, riguarda però soprattutto i rapporti di brevissima durata e non modifica quindi lo scenario di una crescita occupazionale complessivamente moderata. A sostenere il risultato del trimestre è in particolare il mese di marzo, grazie al contributo dei servizi turistici legato anche a fattori di calendario: l’anticipo della Pasqua a inizio aprile ha favorito un avvio più precoce della stagione turistica, determinando già negli ultimi giorni di marzo un aumento delle assunzioni, soprattutto nei territori del veronese e del veneziano.

Rispetto allo stesso trimestre del 2025, il saldo si riduce per uomini e italiani, mentre risulta leggermente più favorevole per donne e stranieri. Anche per quanto riguarda le figure professionali si osservano andamenti diversi: il miglioramento del bilancio occupazionale interessa le professioni qualificate nei servizi e quelle operaie e tecnico-operative. L’aumento delle assunzioni nel trimestre interessa invece tutte le principali componenti socio-anagrafiche, con maggiore intensità tra gli italiani e soprattutto tra i lavoratori più anziani; le professioni esecutive nel lavoro d’ufficio e quelle non qualificate registrano invece una riduzione dei reclutamenti.

Se i primi tre mesi del 2026 mostrano dunque una buona tenuta, la lettura in anno mobile restituisce un quadro meno favorevole: tra aprile 2025 e marzo 2026 il saldo del lavoro dipendente è pari a +20.500 posizioni, contro le +29.000 dei dodici mesi precedenti. Il risultato positivo e stabile del trimestre non è quindi sufficiente a compensare il rallentamento osservato su base annua e conferma una fase di crescita occupazionale più moderata.

LA TIPOLOGIA CONTRATTUALE.

Anche l’analisi per tipologia contrattuale conferma un quadro differenziato. Il tempo indeterminato continua a fornire un contributo positivo al bilancio occupazionale del trimestre, ma con un’intensità inferiore rispetto a un anno prima: il saldo si ferma a +9.200 unità, contro +11.500 nel primo trimestre 2025, soprattutto per effetto della riduzione delle trasformazioni. Tale andamento si inserisce in una fase economica che permane incerta e nella quale le imprese continuano a incontrare difficoltà nel trovare lavoratori e competenze adeguate alle proprie esigenze, anche a causa delle dinamiche demografiche sfavorevoli. È invece il tempo determinato a fornire il contributo più rilevante al risultato complessivo, con un saldo di +16.900 unità, superiore al +13.900 dello scorso anno, in un contesto fortemente influenzato dalla componente stagionale e dall’avvio anticipato della stagione turistica. Le assunzioni stagionali risultano in aumento nell’industria, in particolare nell’alimentare e nelle costruzioni, e soprattutto nei servizi, dove l’aumento interessa i servizi turistici e l’editoria e cultura; tale dinamica di crescita va letta anche alla luce delle novità normative che hanno chiarito il perimetro delle attività stagionali, ampliando il ruolo della contrattazione collettiva.

Anche per le assunzioni non stagionali, sostanzialmente stabili nel periodo, si osserva un aumento, seppur di minore intensità, dei contratti giornalieri. Più contenuto appare invece l’apporto delle missioni in somministrazione, la cui crescita occupazionale rallenta nettamente rispetto al 2025. L’apprendistato, infine, resta in territorio negativo, pur mostrando un risultato leggermente meno sfavorevole rispetto a quello dell’anno precedente.

La lettura settoriale mostra come la tenuta del bilancio occupazionale trimestrale sia il risultato di andamenti differenziati tra i macrosettori. La crescita occupazionale rallenta nell’industria, dove il saldo si attesta a +8.300 posizioni di lavoro, contro le +9.600 del primo trimestre 2025, e si riduce lievemente in agricoltura (+3.200, erano +3.400).

Nei servizi, invece, il bilancio si rafforza (+15.300, a fronte di +13.800), grazie soprattutto al contributo del comparto turistico, sostenuto dall’avvio anticipato della stagione. Nell’industria il saldo resta positivo, ma meno favorevole nel made in Italy e nelle costruzioni: in quest’ultimo comparto la crescita occupazionale si riduce a +2.100 posizioni, dalle +3.200 dello scorso anno, in un contesto di progressivo rallentamento della domanda dopo la conclusione dei principali incentivi edilizi. Il metalmeccanico si mantiene invece su livelli analoghi a quelli dell’anno precedente.

Nel terziario, risultati migliori si rilevano — oltre che nel già citato comparto turistico — anche nei servizi di pulizia e, pur mantenendo un saldo negativo, nel commercio al dettaglio, mentre si ridimensionano i bilanci occupazionali del terziario avanzato, dell’istruzione e dei servizi di supporto alle imprese.

A questa dinamica dei saldi si accompagna una crescita delle assunzioni concentrata nei servizi (+7%), a fronte di una lieve flessione in agricoltura e nell’industria. Nel secondario il quadro resta eterogeneo, con aumenti nel tessile-abbigliamento e nella calzatura e contrazioni in alcuni comparti del made in Italy. Nel terziario l’incremento è trainato soprattutto dal turismo e dal terziario avanzato, quest’ultimo però influenzato dalle attivazioni giornaliere nelle attività cinematografiche.

LE PROVINCE.

A livello territoriale, gli andamenti del trimestre riflettono la diversa esposizione dei territori alla stagionalità turistica e ad alcune dinamiche locali. Belluno è l’unica provincia con saldo negativo (-1.000 posizioni), come avviene di consueto in questa fase dell’anno per la chiusura della stagione invernale.

Nelle altre province i saldi restano positivi, ma il miglioramento rispetto all’anno precedente riguarda solo Verona (+9.200, contro +7.600), dove è trainato dai servizi turistici, e in misura più contenuta Rovigo (+1.100). Le assunzioni crescono soprattutto a Venezia (+13%), dove tuttavia incide il peso dei rapporti di lavoro giornalieri, a Belluno (+8%), anche per effetto dello svolgimento dei Giochi Olimpici invernali, e a Verona (+4%), dove la crescita si concentra nel turismo.

Nel trimestre, l’aumento delle assunzioni riguarda sia il part-time (+2%) sia, con maggiore intensità, il full-time (+5%). Nonostante la crescita degli avviamenti a part-time, sostenuta soprattutto dai servizi turistici, l’incidenza di questa tipologia di orario sul totale delle assunzioni si riduce lievemente, dal 29,9% al 29,2%. Questa dinamica si osserva anche con riferimento alla sola componente femminile, per la quale il ricorso al part-time è più elevato: le attivazioni aumentano, ma la quota di avviamenti a orario ridotto sul totale delle assunzioni di donne scende dal 43,1% al 42%.

Anche le forme di lavoro collocate alla periferia del lavoro dipendente mostrano andamenti differenziati.

Nel primo trimestre del 2026 il lavoro intermittente registra una crescita delle attivazioni, che raggiungono quota 19.400, concentrata nelle attività turistiche. Il lavoro domestico si mantiene invece su livelli sostanzialmente stabili: le assunzioni sono circa 8.000, in lieve aumento, e il saldo resta di poco positivo, in linea con quanto osservato nello stesso periodo dell’anno precedente.

Più articolata risulta la dinamica del lavoro parasubordinato: nel trimestre le attivazioni sono state 19.000, in lieve calo rispetto al 2025, soprattutto per effetto della riduzione delle collaborazioni sportive.

A questa flessione si accompagna tuttavia un aumento delle attivazioni degli autonomi dello spettacolo, legato probabilmente all’anticipo dell’avvio della stagione turistica. I tirocini si mantengono stabili, con 5.400 avvii, confermando i livelli già osservati nel primo trimestre dell’anno precedente.

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