Nel primo trimestre 2026 le aziende di Venezia e Rovigo hanno esportato beni per 3miliardi di euro
07 Lug 2026

Nel primo trimestre 2026 le aziende di Venezia e Rovigo hanno esportato beni per 3miliardi di euro

L’analisi è della Camera di Commercio. I due territori, assieme, contribuiscono alla formazione del 15% dell’export regionale

Nel periodo gennaio-marzo 2026 le imprese del territorio di Venezia Rovigo hanno esportato beni per un ammontare complessivo di poco inferiore a 3,1 miliardi di euro, contribuendo, in tal modo, alla formazione del 15% dell’export regionale. I dati sono dell’ultimo report della Camera di Commercio.

Si assiste ad una forte crescita nei valori, che risultano superiori del 66,4% rispetto al medesimo periodo del 2025, con un guadagno di 1.238 milioni di euro in valori assoluti, e del 61,2% in confronto al 2024. Tale risultato è quasi totalmente imputabile alla contabilizzazione di commesse di navi ed imbarcazioni prodotte a Venezia e destinate agli Stati Uniti. Tale differenza rispetto all’annualità antecedente è ovviamente ben superiore sia al dato regionale, in salita del 5,1%, che a quello nazionale, in crescita dell’1,3%.  Depurando i dati dell’export dalla voce Mezzi di trasporto i valori di export risultano comunque in crescita tendenziale del 3,2%, che si traduce in un +57 milioni di euro in valori assoluti.

Le importazioni delle province di Venezia e Rovigo, superiori a 2,52 miliardi di euro, registrano un calo complessivo del 10,7% rispetto al 2025 (-1,9% sul 2024). La percentuale di contribuzione dei territori di Venezia e Rovigo all’import regionale si attesta al 17,2%. In particolare, tali andamenti sono correlati alla diminuzione tendenziale nei valori nelle importazioni di gas naturale a Rovigo che non viene compensata dall’aumento dei flussi in entrata nell’area veneziana di prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio.

VENEZIA.

I valori delle esportazioni della città metropolitana di Venezia, che si attestano complessivamente nel corso del primo trimestre 2026 a 2,7 miliardi di euro, sono cresciuti del 91,1% rispetto al medesimo periodo del 2025, con un incremento totale di 1.289 milioni di euro; in aumento dell’83,7% anche in confronto a quanto registrato nel 2024. Il boom in confronto al 2025 è condizionato pesantemente dall’aumento di 1,19 miliardi che ha coinvolto le commesse di navi ed imbarcazioni (destinate agli Stati Uniti1), categoria merceologica caratterizzata storicamente da decisi rimbalzi nei valori, che porta la percentuale di contribuzione del settore dei mezzi di trasporto al totale dell’export provinciale al 46%; depurando i dati da tale voce, i valori di export provinciali risultano comunque in crescita tendenziale del 7,1%, che si traduce in un +99,8 milioni di euro in valori assoluti.

Conseguentemente il saldo import export provinciale, è passato da -10 milioni del 2025 a +1.251 attuali.

Negativi i dati registrati nel settore alimentare, complessivamente in calo tendenziale del 5,6% (-14 milioni) e che assorbe l’8,9% del valore totale dell’export locale: i flussi in uscita di bevande, terza voce dell’export provinciale, diminuiscono del 23,4% rispetto al primo trimestre 2025 (-33,5 milioni di euro in valori assoluti).

Segnali positivi invece per il comparto dei macchinari, che crescono complessivamente del 9,2%, con i valori dell’export di generatori e trasformatori elettrici altre macchine per impieghi speciali (quinta voce di export) che aumentano del 35,8% tendenziale (+21,2 milioni di euro), mentre i valori di altre macchine per impieghi speciali (sesta voce) diminuiscono del 2,7% (-1,88 milioni); la voce altre macchine di impiego generale (settima voce) registra un incremento tendenziale del 19,9%, pari a +9,7 milioni di euro in valori assoluti).  In crescita rispetto all’annualità precedente anche la voce metalli di base preziosi (quarta voce di export locale), i cui flussi in export aumentano del 14,9%, corrispondente a +11,7 milioni di euro in valori assoluti.

Dati altalenanti per alcuni comparti manifatturieri tradizionali per l’economia veneziana e nei beni di consumo. Al riguardo, il settore della moda (prodotti tessili, abbigliamento, pelle e accessori), che costituisce il 9,4% del valore totale delle esportazioni provinciali, in confronto con l’annualità precedente, registra un incremento complessivo nei flussi in esportazione di 6 milioni di euro (+2,2%). 

Dati negativi per il comparto del vetro: vetro e prodotti in vetro (sedicesima voce) registrano un decremento del 4.5% (-1,5 milioni di euro rispetto al 2025), mentre le apparecchiature per illuminazione (ventiduesima voce) subiscono un lieve calo dello 0,4%.  I prodotti petroliferi raffinati, decima voce dell’export provinciale, segnano un aumento del 6,8%, che si traduce in +2,7 milioni di euro in valori assoluti.

Analizziamo ora le destinazioni dell’export veneziano: tra le principali aree geo-economiche di sbocco si posiziona l’America, che assorbe il 50,6% dell’export provinciale (+600,7% sul 2025 e +685% sul 2024), a causa delle commesse di navi e imbarcazioni destinate agli Stati Uniti.

L’Europa costituisce il 41,2% dell’export locale, in aumento del 4,6% rispetto al periodo gennaio – marzo del 2025 e del 2,7% sul 2024.  Esaminando gli altri continenti, l’Asia rappresenta il 5,6% dell’export totale della città metropolitana, mentre l’Africa l’1,2% e Oceania e altri territori l’1,5%.

ROVIGO.

I valori delle esportazioni della provincia di Rovigo registrati nel corso dei primi tre mesi del 2026, che si attestano complessivamente a poco meno di 398 milioni di euro, sono in flessione dell’11,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una perdita di 51,1 milioni di euro e in calo dell’11,9% se allarghiamo il confronto al 2024.

Risultano in diminuzione i flussi in uscita dei principali prodotti locali. La prima voce dell’export locale, con una percentuale del 9,4% sul valore complessivo, è costituita dagli articoli in materie plastiche, che registrano un decremento tendenziale dell’11,8% (-5 milioni di euro in valori assoluti) e un calo del 14,7% sui valori del 2024. Segno negativo anche per la seconda voce, prodotti chimici di base, che subiscono una flessione del 10,7% (-3,1 milioni), e per la terza, altri prodotti chimici che perde oltre 3,5 milioni in valori assoluti, pari ad un calo percentuale del 12,4%.  Valori negativi del 30,2%, pari a -8 milioni di euro, per le esportazioni di altre macchine per impieghi speciali, quarta voce dell’export locale e anche per il comparto delle macchine per l’agricoltura e silvicoltura, ora quinta voce dell’export polesano, che registra un calo del 9,1% in confronto al 2025, che si traduce in una perdita nei valori assoluti di 1,7 milioni di euro.

In crescita del 10,5%, pari a +1,1 milioni di euro in valori assoluti, la voce prodotti farmaceutici di base. Degni di nota anche l’incremento di 3 milioni di euro, pari a +84,2% in valori percentuali, della voce libri, periodici e prodotti dell’editoria e del 37,2%, pari a +1,75 milioni di euro, della voce altri prodotti alimentari.

Analizzando le macroaree geografiche di destinazione dei prodotti rodigini nel corso del periodo gennaio – marzo 2026, si nota come l’Europa sia il principale canale di sbocco, costituendo l’82,4% del valore complessivo delle esportazioni provinciali, per un ammontare di quasi 328 milioni di euro, con valori in calo del 6% su base annuale.

Nel dettaglio, il 73,4% dei flussi in uscita si rivolge ai 27 Paesi UE post Brexit (-7%) e il 59,9% ai Paesi dell’area Euro, con una diminuzione del 9,1% rispetto all’annualità precedente.

Spostando l’attenzione sugli altri continenti, emerge come siano in calo tendenziale del 4,9% le esportazioni verso l’America, il 7,6% dell’export polesano, dopo il balzo del 2025 collegato ai flussi di gas naturale. Con riguardo agli altri continenti, i flussi verso l’Asia costituiscono il 7,4% del totale locale e diminuiscono del 50,2% sul 2025 quelli verso l’Africa il 2,3% (+42,4%) e quelli verso l’Oceania e altri territori lo 0,2% (-63,7%).

Al 31 marzo 2026 il primo mercato di sbocco dei prodotti dell’area di Rovigo, con il 18,1% del valore complessivo dell’export locale, è costituito dalla Germania (-12,3% in confronto all’annualità precedente, in valori assoluti -10,1 milioni di euro, e -16,7% sul 2024).

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