Economia: in Veneto occupazione in calo rispetto al 2025 ma meglio della media italiana
04 Mar 2026

Economia: in Veneto occupazione in calo rispetto al 2025 ma meglio della media italiana

Il report arriva dal Bollettino socio-economico redatto dall’Ufficio di Statistica della Regione del Veneto. Scende il numero delle imprese. Zecchinel: “Da non sottovalutare il calo dell’export”

L’Ufficio di Statistica della Regione del Veneto ha pubblicato il consueto Bollettino socio-economico con riferimento all’inverno 2026. Uno strumento che consente di fotografare i principali dati congiunturali delle sette province. 

L’ANAGRAFE: UNA PERSONA SU QUATTRO HA PIÙ DI 65 ANNI

In Veneto la popolazione residente al 1° gennaio 2025 è di 4.853.472 abitanti, in costante calo dal 2014 principalmente a causa del maggior numero di decessi rispetto ai nuovi nati, solo parzialmente compensati nell’ultimo anno analizzato da una dinamica migratoria positiva, con più ingressi in regione rispetto alle uscite. Da un punto di vista anagraficouna persona su quattro ha più di 65 anni (il 13% più di 75), dato in costante aumento nell’ultimo decennio, mentre i giovani under 18 sono solo il 15,7%, un dato che spiega la costante diminuzione del numero di classi soprattutto nelle scuole primarie di piccoli comuni o zone scarsamente popolate, dove negli ultimi anni sono aumentate di oltre il 50% le sezioni pluriclasse, ossia comprendenti alunni di età e classi diverse. Secondo gli esperti, l’onda di questo calo sarà maggiormente percepibile nei prossimi anni, andando ad erodere la base di studenti anche nelle scuole secondarie e, di conseguenza, nelle nuove professionalità da inserire nel mondo del lavoro, già oggi caratterizzato da grandi difficoltà per le imprese nel reperimento di personale.

OCCUPAZIONE MEGLIO DELLA MEDIA ITALIANA

In Veneto, infatti, nel terzo trimestre del 2025 il tasso di disoccupazione è quasi la metà rispetto alla media italiana (3,1% contro il 5,8% nazionale), così come il tasso di occupazione è maggiore (69% contro il 62,5%). Numeri positivi ma che registrano rispetto all’anno precedente una diminuzione delle lavoratrici occupate e un aumento dell’1,4% degli inattivi. Anche il PIL pro capite veneto resta superiore a quello nazionale, 42.500 euro contro i 38.300 nazionali, così come il prodotto interno lordo regionale la cui crescita si stima essere del +0,5% per il 2025 e di +0,8 punti percentuali nel 2026 (+0,7% per l’Italia e +1,2 per l’Area Euro), previsioni favorite anche dal ritrovato aumento della fiducia di imprese e consumatori registrato a fine 2025.

EXPORT: SI SENTONO LE TENSIONI GEOPOLITICHE

L’anno appena concluso è stato contrassegnato da continue tensioni geopolitiche e commerciali che hanno inciso sull’export veneto in misura maggiore rispetto ad altri territori italiani, portando nei primi nove mesi dell’anno ad una contrazione del -0,6%, causata soprattutto dalla flessione delle esportazioni verso Regno Unito (-20,8%) e Stati Uniti d’America (-5,9%), solo parzialmente compensata dallo sviluppo di nuovi mercati, come Spagna (+5,4%), Polonia (+4%) ed Emirati Arabi Uniti (+1,7%), e mercati già consolidati come Francia (+1,9% e Germania (+1,4%).

IMPRESE IN CALO

Questo clima di incertezza ha influito anche nella riduzione dell’1% del numero di imprese venete, che arrivano a quota 414 mila unità, ovvero l’8,2% di quelle italiane. Di queste, calano del -3,4% le attività del commercio, del -2,5% quelle operanti in agricoltura e del -2,3% quelle industriali, mentre crescono le attività finanziarie (+5,4%). Chiudono con saldo negativo anche le attività turistiche e della ristorazione (-0,8%), nonostante il 2025 si stato l’anno dei record per il settore, sia per numero di turisti, che hanno toccato quota 22,3 milioni (+2,3%), che per i pernottamenti, 74,2 milioni (+0,9%). Il Veneto si conferma così destinazione turistica d’eccellenza, in grado di garantire un’offerta completa e diversificata premiata dai turisti con un voto di 8,9 su 10 di gradimento ed entrate nel 2024 per 7 miliardi di euro, ovvero 136 euro di spesa media per ogni giornata di soggiorno.

«I dati che emergono dal Bollettino socio-economico del Veneto – commenta Marco Zecchinel, Presidente di Confapi Venezia – ci inducono a fare molteplici riflessioni su temi specifici nei confronti dei quali, come Associazione di rappresentanza, siamo molto sensibili da anni. A cominciare da quello relativo alla demografia, con il calo delle nascite che in prospettiva vuol dire meno lavoratori nelle aziende. Poi c’è l’aspetto del calo del numero delle aziende: su questo urgono misure di incentivo all’apertura di partite IVA, con minore impatto della tassazione e strumenti di agevolazione, soprattutto per giovani e start up.

Da non sottovalutare, infine, l’export. Le ripercussioni di quanto sta accadendo in giro per il mondo – conclude il Presidente di Confapi Venezia – si sente molto nelle nostre piccole e medie imprese che vendono i propri prodotti all’estero. Ci auguriamo che l’attesa de-escalation promessa porti i suoi frutti il prima possibile, al netto dei recenti nuovi conflitti che aggravano una situazione già alquanto precaria e destabilizzante».

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