Infortuni sul lavoro, leggero aumento nel 2025
11 Feb 2026

Infortuni sul lavoro, leggero aumento nel 2025

I dati dell’Inail fotografano la situazione a livello nazionale. Tra i settori più coinvolti Costruzioni, Commercio, Sanità e assistenza sociale. Ma anche alloggio e ristorazione. Denunce in aumento a Nordest. Il Veneto tra le regioni con maggiori aumenti

L’Inail ha presentato un report sulle denunce di infortuni e malattie professionali relative all’ultimo anno che ci siamo lasciati alle spalle, ossia il 2025. Un aggiornamento che serve per capire l’andamento del fenomeno inquadrato sul fronte delle denunce di infortuni in occasione di lavoro, in itinere, sul fronte degli episodi che hanno riguardato gli studenti e in quello delle malattie professionali.

DENUNCE DI INFORTUNI IN OCCASIONE DI LAVORO

Le denunce di infortunio in occasione di lavoro (al netto degli studenti) presentate all’Inail nel 2025 sono state 416.900, in aumento dello 0,5% rispetto alle 414.853 del 2024 e in riduzione dell’1,4% rispetto al 2023, del 23,8% sul 2022, del 4,1% sul 2021, dell’11,0% sul 2020 e del 9,7% sul 2019, anno che precede la crisi pandemica. Tenuto conto dei dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento dicembre 2025, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), si evidenzia un’incidenza infortunistica che passa dalle 2.005 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di dicembre 2019 alle 1.727 del 2025, con un calo del 13,9%. Rispetto a dicembre 2024 si ha un aumento dello 0,2% (da 1.723 a 1.727).

L’incidenza delle denunce di infortunio in occasione di lavoro sul totale delle denunce presentate (al netto degli studenti) è passata dall’82,4% del 2019 all’80,7% del 2025 (è stata dell’81,1% nel 2024).

A dicembre di quest’anno il numero delle denunce di infortuni sul lavoro ha segnato un +0,7% nella gestione Industria e servizi (dai 371.594 casi del 2024 ai 374.025 del 2025), un -2,1% in Agricoltura (da 24.207 a 23.695) e un +0,7% nel Conto Stato (da 19.052 a 19.180). 

Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per i decrementi i Servizi di supporto alle imprese (-1,4%), il Trasporto e magazzinaggio (-1,2%) e il comparto Manifatturiero (-0,5%) e per gli incrementi le Costruzioni (+3,1%), il Commercio (+2,1%), la Sanità e assistenza sociale (+1,6%) e le Attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+0,4%).

L’analisi territoriale evidenzia un calo delle denunce nel Nord-Ovest (-1,4%) e al Sud (-0,03%) e un aumento al Centro (+2,9%), nelle Isole (+2,5%) e nel Nord-Est (+0,5%). Tra le regioni con i maggiori decrementi percentuali si segnalano la Liguria (-3,7%), la provincia autonoma di Trento (-2,7%), la Toscana (-2,3%) e la Campania (-1,7%), mentre per gli incrementi il Lazio (+11,7%), la provincia autonoma di Bolzano (+6,6%), la Sicilia (+4,2%) e il Molise (+2,9%).

L’aumento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2024 e il 2025 è legata solo alla componente femminile, che registra un +2,0% (da 131.819 a 134.448 casi) contro un -0,2% di quella maschile (da 283.034 a 282.452). In flessione le denunce dei lavoratori italiani (-0,5%), al contrario di quelle degli stranieri (+3,7%).

L’analisi per classi di età mostra un calo in particolare nella fascia che va dai 40 ai 54 anni (-2,6%) e aumenti per i 20-39enni (+1,3%) e 55-69enni (+3,6%). 

Le denunce di infortunio in occasione di lavoro con esito mortale (al netto degli studenti) presentate entro il mese di dicembre 2025, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 792, cinque in meno rispetto alle 797 registrate nel 2024, due in più sul 2023, cinque in più sul 2022 e 13 in più sul 2019, 181 in meno sul 2021 e 261 in meno rispetto al 2020.

L’incidenza delle denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro sul totale dei decessi denunciati (al netto degli studenti) è passata dal 71,9% del 2019 al 73,0% del 2025 (è stata del 74,0% nel 2024). La riduzione ha riguardato solo la gestione Industria e servizi che scende da 686 a 674 denunce mortali, mentre l’Agricoltura passa da 102 a 106 casi e il Conto Stato da nove a 12 decessi. 

Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi le Attività manifatturiere (da 101 a 117 decessi denunciati) e il Commercio (da 58 a 68), per i decrementi le Costruzioni (da 156 a 148), il Trasporto e magazzinaggio (da 111 a 110), le Attività di alloggio e ristorazione (da 27 a 22) e la Sanità e assistenza sociale (da 17 a 10). Dall’analisi territoriale emergono aumenti al Sud (da 181 a 187) e nel Nord-Est (da 164 a 167) e cali nelle Isole (da 92 a 81), nel Nord-Ovest (da 205 a 203) e al Centro (da 155 a 154). Tra le regioni con i maggiori aumenti si segnalano Veneto (+22), Piemonte e Puglia (+14 entrambe), Marche (+12) e Liguria (+5), mentre per i cali più evidenti Lombardia (-18), Lazio (-13), Sardegna (-9), Emilia Romagna (-6) e le province autonome di Trento e Bolzano (-5 ciascuna). 

DENUNCE DI INFORTUNI IN ITINERE

Gli infortuni in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (al netto degli studenti), denunciati all’Inail entro il mese di dicembre 2025 sono stati 99.939, in aumento del 3,2% rispetto ai 96.835 del 2024, dell’8,3% rispetto al 2023, del 13,5% sul 2022, del 26,6% sul 2021, del 62,6% sul 2020 e dell’1,5% rispetto al 2019. L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni (al netto degli studenti) è passata dal 17,6% del 2019 al 19,3% del 2025 (è stata del 18,9% nel 2024). A dicembre di quest’anno il numero delle denunce di infortuni in itinere ha segnato un +3,2% nella gestione Industria e servizi (dagli 86.649 casi del 2024 agli 89.437 del 2025), un +8,9% in Agricoltura (da 1.618 a 1.762) e un +2,0% nel Conto Stato (da 8.568 a 8.740). L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce nel Nord-Est (+5,3%), al Sud (+4,7%), nelle Isole (+4,1%), nel Nord-Ovest (+2,2%) e al Centro (+1,3%).

Le denunce di infortuni in itinere con esito mortale (al netto degli studenti) presentate nel 2025, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 293, 13 in più rispetto alle 280 del 2024. L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni mortali (al netto degli studenti) è passata dal 28,1% del 2019 al 27,0% del 2025 (è stata del 26,0% nel 2024).

L’incremento ha riguardato solo la gestione Industria e servizi, che passa da 238 a 269 denunce mortali, mentre l’Agricoltura scende da 29 a 22 e il Conto Stato da 13 a due. Dall’analisi territoriale emergono incrementi nel Nord-Ovest (da 77 a 81 denunce), nel Nord-Est (da 57 a 74) e nelle Isole (da 22 a 40), e cali al Sud (da 61 a 46) e al Centro (da 63 a 52).  

DENUNCE DI INFORTUNI DEGLI STUDENTI

Le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail entro il mese di dicembre 2025 sono state 80.871, in aumento del 3,8% rispetto alle 77.883 del 2024. Delle circa 81mila denunce di infortunio, 1.889 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”, in riduzione dell’8,2% rispetto al 2024. 

L’incidenza degli infortuni occorsi a studenti rappresenta il 13,5% del totale delle denunce registrate nel 2025. Il 42% interessa le studentesse (+4,2% l’incremento tra il 2024 e il 2025), il 58% gli studenti (+3,6%). Tre infortuni su quattro riguardano studenti under 15 anni, un quarto quelli dai 15 anni in poi. 

La Lombardia è la regione che presenta più denunce (23% del totale nazionale; +5,9% sul 2024), seguita da Veneto (12%; +8,7%), Emilia Romagna (12%; +5,0%) e Piemonte (10%; +6,7%).

Il 95% delle denunce riguarda gli studenti delle scuole statali, il restante 5% gli studenti delle scuole non statali e private. Il 97% dei casi denunciati si registra in occasione delle attività scolastiche, il 3% in itinere.

I casi mortali denunciati all’Inail entro il mese di dicembre 2025 risultano essere otto contro i 13 del 2024.

Si ricorda che i dati sono provvisori e suscettibili di variazioni, in particolare per gli infortuni avvenuti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”, oltre a quelli con esito mortale, in conseguenza della trattazione delle pratiche ai fini del riconoscimento.

DENUNCE DI MALATTIE PROFESSIONALI

Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nel 2025 sono state 98.463, circa 10mila in più rispetto allo stesso periodo del 2024 (+11,3%). L’aumento è del 35,3% sul 2023, del 62,0% sul 2022, del 78,1% sul 2021, del 118,7% sul 2020 e del 60,6% sul 2019. I dati rilevati a dicembre di ciascun anno mostrano incrementi delle patologie denunciate nelle gestioni Industria e servizi (+11,7%, da 73.723 a 82.371 casi) e Agricoltura (+9,4%, da 14.026 a 15.346) e un calo nel Conto Stato (-0,5%, da 750 a 746). L’aumento interessa il Sud (+21,1%), il Nord-Ovest (+14,3%), il Centro (+8,9%) e il Nord-Est (+7,6%). In calo le Isole (-2,7%). 

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