Lavoro, turismo e cultura trainano la crescita in Veneto
22 Mar 2023

Lavoro, turismo e cultura trainano la crescita in Veneto

Saldo positivo per 12.700 posti di lavoro dipendente nel mese di febbraio in Veneto: il miglior risultato degli ultimi cinque anni.

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Dai dati forniti da Veneto Lavoro emerge come, nello scorso mese di febbraio, il saldo tra assunzioni e cessazioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, a tempo determinato e di apprendistato, sia positivo per +12.700 posizioni lavorative. Si tratta del miglior risultato degli ultimi cinque anni per questo periodo dell’anno, compresa la situazione pre-crisi del 2019.

Il bilancio occupazionale è determinato dall’andamento particolarmente positivo sia dei contratti a tempo determinato (+8.700), reduci da alcuni mesi con segno negativo, che da quelli a tempo indeterminato (+4.100), a fronte della sostanziale stabilità dei contratti di apprendistato (-60).

Anche la domanda di lavoro registra volumi superiori a quelli degli anni precedenti. Le assunzioni sono state complessivamente 45.900, con una crescita del 9% rispetto al 2022 e del 10% rispetto al 2019. Prosegue la forte tendenza alla stabilizzazione dei rapporti a termine, in atto ormai da diversi mesi: le trasformazioni sono state complessivamente 6.100 (+15%), di cui 5.200 relative a contratti a tempo determinato e circa un migliaio per qualificazioni dall’apprendistato. Da segnalare la crescita del part time: delle 105 mila assunzioni effettuate nei primi due mesi dell’anno, quelle a tempo parziale sono state 29.100, in aumento del 10% rispetto al 2022, mentre quelle full time sono cresciute del +6%. L’incidenza del part time rispetto al totale delle assunzioni è pari al 45% per le donne e al 17% per gli uomini.

Le cessazioni di rapporti di lavoro ammontano complessivamente a 33.200 nel mese e mostrano una crescita più contenuta (+3%). L’83% delle cessazioni sono costituite da dimissioni o dalla conclusione di rapporti a termine. In particolare, le cessazioni per volontà del lavoratore sono state 14.200, il 43% del totale e in lieve diminuzione rispetto all’anno prima (-5%), mentre le chiusure per fine termine, che sono state 13.500, risultano in crescita (+18%).

Il saldo è positivo in tutti i territori. Un terzo dei nuovi posti di lavoro è concentrato nel veneziano (+4.100), dove anche le assunzioni segnano una forte crescita rispetto a febbraio 2022 (+33%).

Nonostante saldi occupazionali generalmente positivi, l’analisi settoriale relativa ai primi due mesi dell’anno evidenzia una flessione della domanda di lavoro in agricoltura (-1,1%) e nell’industria (-3,9%), sulla quale pesa l’andamento particolarmente negativo del metalmeccanico (-5%), dell’industria chimica-plastica (-19%) e di alcuni comparti del Made in Italy (concia, legno-mobilio e calzature su tutti). Turismo cultura trainano i servizi, che registrano 3.300 posti di lavoro in più e una crescita delle assunzioni del 16%. In particolare, i servizi turistici segnano un +34% mentre nel comparto dell’editoria e della cultura il reclutamento di attori e comparse per set cinematografici ha determinato un balzo delle assunzioni, passate dalle poche centinaia degli anni precedenti alle 3.500 del bimestre appena concluso.

Nel 2023 i nuovi ingressi in stato di disoccupazione sono stati 21.900, in aumento del 6% rispetto al 2022 quale conseguenza della ripresa delle movimentazioni in entrata e in uscita dal mercato del lavoro. L’incremento maggiore si è registrato per i lavoratori stranieri (+21%). Al 28 febbraio 2023 i disoccupati iscritti ai Centri per l’impiego del Veneto sono complessivamente 317.100, con una prevalenza, abbastanza stabile nel tempo, di donne (58%), italiani (74%) e lavoratori di età compresa tra i 30 e i 54 anni (48%). I giovani costituiscono il 23% del totale.

BUSSOLA VENETO LAVORO OCCUPAZIONE VENETO

Il Presidente di Confapi Venezia, Marco Zecchinel, commenta così l’analisi: “Si conferma una certa dinamicità del Mercato del Lavoro regionale, in particolare nella Città Metropolitana di Venezia, nella quale il settore del turismo e dei servizi si conferma fondamentale e strategico come traino all’occupazione.

Le opportunità di lavoro, tuttavia, non mancano nei diversi settori merceologici, soprattutto nell’ambito manifatturiero, nel quale a mancare sono soprattutto le professionalità e dei più giovani.

Come Associazione ci stiamo adoperando con impegno al fine colmare la marcata distanza presente tra domanda e offerta di lavoro, in collaborazione sinergica con il nostro braccio operativo Apindustria Servizi, il mondo della Scuola e della Formazione, gli Enti e le Istituzioni del territorio. ”

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